MARINA N. 14 · GIORNALISMO MARITTIMO · ECONOMIA BLU

I cantieri italiani realizzano il 52% dei superyacht del mondo. L’Italia è anche la terza destinazione charter al mondo e le sue società di charter crescono. Le richieste dell’industria non riguardano la domanda. Riguardano il trattamento fiscale e i posti barca.

In sintesi: I cantieri italiani costruiscono il 52% dei superyacht del mondo e l’Italia è la terza destinazione charter. Il suo charter è in crescita e le richieste dichiarate sono pratiche: più posti barca pronti per gli yacht e un’aliquota IVA allineata al turismo.

L’industria nautica italiana ha presentato i suoi numeri a Milano a marzo, e le cifre di testa sono quelle che un ministro delle Finanze ama ripetere. Il settore genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e dà lavoro a quasi 168.000 persone, secondo Confindustria Nautica e le sue fondazioni partner, e i cantieri italiani realizzano il 52% dei superyacht del mondo.

I numeri meno citati stanno più in basso nello stesso rapporto, e riguardano la parte dell’industria che noleggia barche invece di costruirle.

Come va il charter di yacht in Italia?

Bene, con un asterisco. Tra le società di charter e noleggio intervistate, il 57% ha riferito una crescita del fatturato nel 2025, mentre il 29% ha segnalato una contrazione, limitata al 10%. Guardando avanti, il 64% si aspetta un’ulteriore crescita nell’anno nautico in corso. Tra le imprese del turismo nautico, dei porti e dei servizi, il 75% prevede un fatturato in crescita.

I dati MYBA riportati da Superyacht24 indicano l’Italia in crescita del 4% nel 2025 e la collocano come terza destinazione charter al mondo, con il 39% delle prenotazioni nel Mediterraneo occidentale. Le Baleari spagnole, di cui ci occupiamo nella prossima storia di questo numero, sono il rivale evidente per quelle prenotazioni.

Chi noleggia davvero in Italia?

Non necessariamente chi si penserebbe. I dati di Spartivento Group, grande società italiana di charter, riportati da Quality Travel, mostravano turisti stranieri al 67% della clientela, con i tedeschi al 18% e i polacchi al 13%. È la base clienti di un operatore, non un censimento nazionale. Gli americani non compaiono tra le nazionalità principali che cita, il che è di per sé un’apertura per chi vende a loro.

Pali d'ormeggio in legno, gondole e un lampione sul Canal Grande a Venezia all'alba
Pali di ormeggio e gondole sul Canal Grande a Venezia. Foto: Kir Simakov / Unsplash

Cosa frena il charter italiano?

Due cose ricorrono, ed entrambe sono strutturali. La prima è l’infrastruttura. Uno studio Deloitte pubblicato con Altagamma, riassunto da Marine Industry News, ha rilevato che solo il 30% dei posti barca in Italia si trova in marine attrezzate per accogliere yacht e superyacht con adeguate dotazioni tecniche e turistiche. La seconda è la tassazione. Tra le sue raccomandazioni c’è quella di allineare l’aliquota IVA sul charter di yacht a quella del turismo e dell’ospitalità alberghiera, il che implica che oggi non lo sia.

L’Italia ha passato decenni a convincere il mondo a comprare le sue barche. Ora chiede al proprio fisco di accettare che noleggiarne una sia una vacanza.

La stampa di settore italiana ha riferito anche che una legge approvata questa primavera, nota come legge sulla valorizzazione del mare, introduce semplificazioni per armatori e cantieri e avvicina l’Italia ai concorrenti europei. La lettura della stessa Confindustria Nautica è che la semplificazione normativa rafforzi l’effetto che charter e noleggio hanno sul turismo, “anche oltre le aree costiere”.

Cosa significa?

È raro che un’industria sia così forte e così precisa su ciò che vuole. All’Italia non servono più domanda, più cantieri o un clima migliore. Servono posti barca pronti per gli yacht, un trattamento fiscale che consideri una settimana di charter come turismo e carte in linea con quelle dei vicini. Sono questioni di politica con risposte, ed è per questo che gli operatori del charter in Italia sono cautamente ottimisti.

Per i viaggiatori, la conseguenza pratica è che il charter italiano è un mercato da prenotare con attenzione: confermate la marina di partenza, chiedete cosa è incluso e parlate con il comandante prima di pagare. Trasparenza: questa rivista è pubblicata da Marina Boat App, un’app per prenotare barche, equipaggio e posti barca che è nuova e ancora in fase di partner fondatori.

Ogni paese del Mediterraneo fa sembrare desiderabili le barche. Pochi hanno capito come far sembrare ordinario noleggiarne una.

Domande frequenti

Quanto è grande l’industria nautica italiana?

Confindustria Nautica riferisce che il settore genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega quasi 168.000 persone, sulla base dei dati 2024 del rapporto Geografie della filiera nautica italiana 2026. I cantieri italiani realizzano il 52% dei superyacht del mondo e l’industria ha dichiarato 4 miliardi di euro di export.

L’Italia è una grande destinazione per il charter di yacht?

Sì. I dati MYBA riportati da Superyacht24 collocano l’Italia come terza destinazione charter al mondo, con prenotazioni in crescita del 4% nel 2025 e il 39% delle prenotazioni nel Mediterraneo occidentale. Confindustria Nautica afferma che il 57% delle società di charter e noleggio intervistate ha riferito una crescita del fatturato nel 2025.

Cosa limita la crescita del charter di yacht in Italia?

Uno studio Deloitte con Altagamma ha rilevato che solo il 30% dei posti barca italiani è in marine attrezzate per yacht e superyacht. Ha raccomandato anche di allineare l’aliquota IVA sul charter a quella di turismo e hotel e di aggiornare le procedure di immatricolazione sotto bandiera italiana per competere con altre bandiere.

Chi noleggia barche in Italia?

Presso un grande operatore dominano i turisti stranieri. Spartivento Group riferisce che gli ospiti stranieri sono il 67% della clientela, con i tedeschi al 18% e i polacchi al 13%. Riflette la clientela di una società, non l’intero mercato.

Posso scrivere al comandante prima di prenotare un charter in Italia?

Sì, su Marina Boat App, dove potete chiedere all’host marina di partenza, rotta e cosa è incluso prima di impegnarvi.

Come abbiamo lavorato

I dati provengono da Confindustria Nautica (tramite i resoconti di Pressmare e del Salone Nautico di Venezia), Superyacht24, Marine Industry News e Quality Travel, collegati sopra. Lo studio Deloitte/Altagamma è citato come riassunto da Marine Industry News; la data di pubblicazione non compare nel riassunto che abbiamo letto. Correzioni: support@marinasmart.app. Foto di copertina: Portofino, Liguria, Italia. Foto: Nella N / Unsplash.